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Confcooperative Marche, celebrati oltre 50 anni di storia

Confcooperative Marche, celebrati oltre 50 anni di storia

Confcooperative Marche, celebrati gli oltre 50 anni di storia – La forza del noi. L’intervento di Barbara Vittori

Celebrati da Confcooperative Marche gli oltre 50 anni di storia, La forza del noi. All’evento ha partecipato anche Meridiana Cooperativa Sociale, con la Direttrice Generale Barbara Vittori. La Direttrice Generale ha portato una riflessione profonda e attuale sul ruolo della leadership nelle organizzazioni cooperative.

Nel suo intervento, Barbara Vittori ha sottolineato come oggi non sia più utile contrapporre una leadership maschile a una femminile. In particolare nel mondo della cooperazione, il vero valore risiede in uno stile di leadership capace di integrare.

In passato il settore è stato spesso guidato da modelli più verticali – efficaci nel garantire stabilità e controllo. Oggi, la complessità del presente, richiede uno stile diverso, più fluido, capace di tenere insieme autorevolezza e prossimità, guida e relazione. Una leadership che non rinuncia a decidere, ma che sceglie di farlo attraverso l’ascolto, perché ascoltare significa, prima di tutto, decidere meglio. Nella cooperazione questo approccio è ancora più centrale.

Nel rispondere alla  domanda sulle scelte coraggiose la direttrice generale ha richiamato il percorso di una cooperativa sociale di tipo B. Questa tipologia di cooperativa, come molte realtà del territorio, ha attraversato momenti complessi: dal sisma all’emergenza covid, fino al continuo mutare delle normative. Fasi che hanno richiesto decisioni importanti, sempre condivise con il Consiglio di Amministrazione.

Tra queste, una scelta recente assume un valore particolare: l’avvio di un percorso di crescita con una società esterna di consulenza specializzata. Una decisione che potrebbe apparire tecnica o organizzativa, ma che in realtà è profondamente legata alla leadership. Significa riconoscere che non si è mai “arrivati”, che la complessità richiede nuovi sguardi, competenze diverse e strumenti aggiornati.

Affidarsi a una consulenza esterna vuol dire accettare il confronto, permettere a qualcuno di entrare nell’organizzazione, osservare i processi, porre domande e mettere in discussione abitudini consolidate. Un passaggio che riguarda l’organizzazione nel suo insieme, ma anche chi la guida.

Come direttrice generale, ha evidenziato Vittori, questo significa uscire dalla propria zona di comfort. Un percorso che richiede fiducia e che non è mai scontato, ma che rappresenta oggi una delle forme più autentiche di coraggio manageriale. In conclusione, farsi accompagnare, investire sulle persone e sulla loro formazione, accettare il cambiamento come leva di crescita.

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